La distorsione di caviglia è uno degli infortuni più comuni e si verifica a seguito di una rotazione o di una torsione improvvisa del piede, che può portare a danni ai legamenti e talvolta anche alle ossa.
Le distorsioni della caviglia possono essere causate da vari fattori, tra cui:
- Movimenti improvvisi o eccessivi: ad esempio, quando si corre su superfici irregolari, si atterra
male dopo un salto o si cambia direzione rapidamente. - Sforzi fisici intensi: attività sportive come calcio, basket, tennis o corsa, dove c’è una maggiore
probabilità di infortunarsi. - Calzature inadeguate: l’uso di scarpe poco adatte, troppo alte o senza supporto, può aumentare il
rischio di infortuni. - Rischio di infortuni ricorrenti: se si ha già avuto una distorsione alla caviglia, c’è una maggiore
probabilità di subire infortuni simili in futuro, poiché i legamenti possono risultare indeboliti. - Predisposizione anatomica: se si è in presenza di condizioni che comportano particolare lassità
legamentosa.
La cosa che più spesso ci si chiede dopo una distorsione di caviglia è se eseguire o meno una radiografia (o RX). In questo senso ci vengono in aiuto le “Ottawa Rules”, il cui fine è quello di escludere la presenza di frattura dopo un trauma di caviglia o mesopiede, senza sottoporre la persona ad un esame radiografico: in questo modo potremo ridurre i tempi di attesa, l’uso di radiografie e, di conseguenza, l’esposizione alle radiazioni.
Le Ottawa Ankle Rules sono composte da 5 test:
Palpazione della parte posteriore del malleolo tibiale e dei 6 cm ad essa superiori;
Palpazione della parte posteriore del malleolo peroneale e dei 6 cm ad essa superiori;
Palpazione della base del quinto osso metatarsale;
Palpazione dell’osso navicolare;
Capacità del paziente di compiere 4 passi in autonomia (due sull’arto leso e due sull’arto non coinvolto) e quindi di sostenere il proprio peso corporeo sull’arto infortunato.
Qualora tutti i test risultassero negativi potremmo escludere la presenza di frattura senza la necessità di ricorrere ad una radiografia. Viceversa, se anche uno solo dei 5 test risultasse positivo non potremmo escludere che il trauma abbia provocato una frattura.
Sintomi della frattura:
Dolore localizzato nella zona esterna o interna della caviglia.
Gonfiore e lividi attorno alla caviglia.
Difficoltà a muovere il piede o a camminare, a causa del dolore e della rigidità.
Sensazione di instabilità o come se la caviglia “cedesse”.
Trattamento:
Il trattamento, subito dopo il trauma, si basa su Ghiaccio, Riposo, Compressione ed Elevazione (“R.I.C.E.”) ed eventuale terapia farmacologica. Passati i primissimi momenti, il centro di tutto sarà la Fisioterapia, i cui obiettivi verteranno su:
Ripristinare la mobilità, i gradi di movimento.
Ridurre il dolore e il gonfiore, anche e soprattutto con l’utilizzo della terapia fisica.
Prevenire future lesioni migliorando il controllo motorio e la stabilità.
Eventuale utilizzo di tutori o fasciature.
Esercizi di rafforzamento e di stretching per migliorare la flessibilità dei legamenti e la forza dei muscoli circostanti, anche quelli non strettamente correlati alla caviglia.
Ripresa dell’eventuale attività sportiva
Sono ormai tantissimi gli studi scientifici che dimostrano come non fare un percorso corretto di riabilitazione nella quasi totalità dei casi non permette alla caviglia di tornare nelle condizioni pre-trauma, di conseguenza diventa fondamentale affidarsi a degli esperti per il processo di guarigione.
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